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Si al salvataggio della Cantina Sociale

CONSIGLIO COMUNALE. Approvata la delibera,  che chiedeva il permesso  a costruire in deroga allo strumento urbanistico generale, invocando l’utilità e l’interesse pubblico. E’ passata con i voti di tutta la maggioranza e di due consiglieri di opposizione,  Accardo e Mancini  

di TONI MORETTI

CERVETERI - Il consiglio comunale di ieri, si preannunciava come  estremamente laborioso, non fosse altro che per la genesi che lo aveva determinato, infatti si trattava di un consiglio in seconda convocazione, in quanto quello precedente si era sciolto per la mancanza del numero legale dovuto all’abbandono dell’aula da parte di sette consiglieri dell’opposizione andati in sommatoria a sei della maggioranza di cui quattro assenti  e due incompatibili per conflitto di interesse sull’unico punto all’ordine del giorno: la cosiddetta delibera salvacantina, oggetto di discussione e polemiche di questi giorni. Ora, sintetizzando, che la Cantina Sociale, come ogni soggetto pubblico o privato, giuridico o no, potesse avanzare una richiesta agli uffici comunali per poter cambiare la destinazione d’uso di un terreno o di un manufatto di proprietà, è un fatto legittimo ed è un diritto garantito. (agg. 12/10 ore 9.30) segue

BAGARRE IN CONSIGLIO. Ciò che ha scatenato la bagarre e portato alle ipotesi del lecito e dell’illecito, della trasparenza e della non trasparenza, che ha portato a dubbi  di sospetti di probabili e non provati ma solo ipotizzati tentativi di speculazione, in un paese, Cerveteri, la cui storia recente è imperniata di episodi veri, probabili o soltanto frutto di discorsi da bar. Il risultato è quello di aver creato una zona d’ombra che ha distolto il punto di merito, unico vero oggetto della discussione. Per agevolasre l’iter burocratico della richiesta fatta dalla Cantina Sociale, si è ricorsi al D.P.R. 380/20011 che all’articolo 14 stabilisce si possa ottenere un permesso a costruire in deroga allo strumento urbanistico generale purchè si invochi ed emerga  l’utilità e l’interesse pubblico che si ricaverebbe dall’operazione. Problema: Chi dovrà accertare nel merito ed in qualche modo certificare l’interesse pubblico o che dir si voglia la pubblica utilità? Chiarisce molto bene il concetto in maniera simpaticamente colorita, il sindaco Pascucci nel suo discorso iniziale quando afferma: «Non lo può dire il Papa, né il Sindaco, né il Segretario Generale, né il dirigente dell’urbanistica , né il Presidente della Repubblica, se dalla richiesta fatta dalla Cantina Sociale appare palesemente una situazione che interessa l’intera collettività. C’è un solo organo deputato ad esprimersi in tal senso, ed è il Consiglio Comunale, cioè voi eletti dai cittadini ed è per questo motivo  che ho reputato scorretto  chi nella scorsa sessione ha abbandonato l’aula non permettendone la discussione e la determinazione, al di là del modo come si sarebbe votato, a favore o contro, perché al di là di tutto si è impedito di compiere una cosa importante per la comunità». Naturalmente il sindaco, non perde l’occasione di rimarcare che l’interesse pubblico nella richiesta della cantina sociale consiste che con quella operazione si da una mano a sostenere una realtà composta da oltre duecento realtà produttive nel settore agricolo nel territorio che mantengono in piedi le loro aziende, proprio perché la cantina, realtà industriale storica che porta alla sintesi l’estensione del loro lavoro, è il punto di riferimento che consente di non abbandonare le campagne ed una attività che rende Cerveteri famosa nel mondo. Il sindaco auspica un’approvazione all’unanimità. 
La delibera è passata con i voti a favore di tutta la maggioranza e di due consiglieri di opposizione, Accardo e Mancini. Al momento del voto esce dall’aula il consigliere del Pd Juri Marini. (agg. 12/10 ore 10)

L’opposizione presenta una pregiudiziale e un emendamento: entrambi bocciati dall'aula

Ma le opposizioni  non aderiscono all’appello di Pascucci che invoca l’unanimità.  Rimangono fermamente contrarie all’approvazione della delibera adducendo motivazioni diverse. Aldo De Angelis, (Trasparenza e Legalità),  Salvatore Orsomando (F.I.) e Anna Lisa Belardinelli (Fratelli d’Italia), senz’altro i più agguerriti con Luca Piergentili, sempre allergico alla sola vista di sindaco e maggioranza, presentano una pregiudiziale con la quale chiedono il ritiro o lo spostamento del punto che riguarda la Cantina Sociale motivandola ed articolandola in punti fondamentali quali il fatto che a loro avviso non si evince il pubblico interesse in quanto società imprenditoriale privata del settore vinicolo, eccependo come sulle aree in oggetto  con permessi in deroga non si sarebbe potuto apportare nessun intervento in quanto aree agricole o a verde comprese tra l’altro nel REP.  Evidenziano che nel caso non si potrebbe intervenire su quegli immobili che non applicano la disciplina antisismica continuando poi nel merito della convenienza del comune e quindi della collettività sottolineando elementi ibridi circa la situazione finanziaria dell’impresa e le ipoteche che questa avrebbe su quei terreni. Si sostiene anche che il comodato d’uso concordato col comune per una palazzina da adibire a comando di  Polizia locale non è un iter applicabile e non conforme perché non riferito all’immobile specifico per il quale si è chiesta la deroga. Al momento della presentazione della pregiudiziale poi Orsomando chiede al sindaco il motivo per il quale, questa operazione in piedi da molto tempo, non è stata oggetto di incontri pubblici e di dibattiti con i cittadini in modo da rendere gli stessi più partecipi ed edotti alla problematica. La pregiudiziale, presentata come uno strumento di aiuto e di ripensamento per rivedere e migliorare alcuni passaggi, viene però messa ai voti e bocciata.  A questo punto si ha come l’impressione  che l’opposizione si fosse infilata in un cul de sac perché il disappunto di alcuni conferitori della cantina presenti in aula non era un buon segnale. Il messaggio che si lavorava a loro tutela per prevenire imboscate alla loro attività non era passato e poteva rivoltarsi come un boomerang col popolo della cantina, che si sa è elettoralmente significativo. Juri Marini del Pd, sempre accorto nell’analisi giuridica delle questioni, ieri sembra aver preso una cantonata. Per salvare una posizione a dir poco ambigua che aveva preso per onorare il ruolo di oppositore in consiglio comunale e nello stesso tempo mantenere le rassicurazioni date alla cantina nella riunione congiunta nella sede del partito, propone un emendamento alla delibera commettendo l’errore di entrare nel merito della gestione operativa ponendo a condizione che quello che si approvava sarebbe stato valido solo se fosse la cantina il beneficiario. Ottimo, ma il consiglio comunale doveva soltanto decidere e votare se c’era un interesse pubblico. Le soluzioni più eleganti sono sempre quelle di Lamberto Ramazzotti il quale ha espresso il voto contrario asserendo che nella materia non ci sono riferimenti giuridici e giurisprudenziali certi  che esplicitino l’applicazione dell’art, 14 della legge chiamata in causa . Nel dubbio il suo voto ha cautelato tutti.(agg. 12/10 ore 10.45)

(12 Ott 2018 - Ore 09:30)

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