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«Pazienti, medici e Comuni insieme in rete»

SANITA'. Presentato a Cerveteri dall’Ordine dei medici di Roma e provincia il manifesto  #ComuniUniti.Il professor Aodi: «L’informazione costruttiva e di qualità con i territori favorisce l’integrazione». La dottoressa Matera: «La Asl Rm4 già dal 2000 operava con ambulatori gestiti da medici stranieri»   

di TONI MORETTI

CERVETERI -  Uniti per una sanità e di un’informazione costruttiva e di qualità, per difendere il diritto alla salute e combattere i pregiudizi, per garantire servizi sanitari e prevenzione a tutti. Sono solo alcuni dei punti programmatici del Manifesto #Comuni Uniti, presentato ieri mattina a Cerveteri, durante l’iniziativa organizzata dall’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri  (OMCeO) insieme al Comune di Cerveteri  ‘’Sanità, comuni e territorio: servizi, prospettive e cooperazione internazionale’’ a cui hanno partecipato, fra gli altri il sindaco della città’’, Alessio Pascucci, l’assessore alla cultura e allo sport, Federica Battafarano,  il consigliere dell’OMCeO Roma Foad Aodi e il direttore sanitario dell’Asl Roma4, Carmela Matera.
Il professor Foad Aodi, cittadino italiano di origine palestinese, è stato eletto di recente consigliere dell’ordine dei medici ed odontoiatri di Roma e provincia. Membro  del Focal Point per l’integrazione in Italia per l’alleanza delle civiltà (United Nations Alliance of Civilizations) Unaoc, organismo delle Nazioni Unite, con questo incarico da ancora più forte il sostegno al lavoro che lo caratterizza da tanto tempo: comuni e territori in rete per uno scambio di informazioni atte a promuovere servizi  prospettive di cooperazione internazionale.  Ieri,  con il dottor Antonio Magi, presidente dell’ordine dei medici ed odontoiatri della provincia di Roma, la dottoressa Carmela Matera che tra le altre cose tiene a precisare: «La Asl Roma 4 è vicina da sempre all’Amsi, associazione dei medici stranieri in Italia e già dai primi anni del 2000 ha avviato una collaborazione che vede la presenza di ambulatori gestiti da medici stranieri sul nostro territorio. C’e’ sempre stata una sinergia ed una - condivisione d’intenti che ci ha consentito di dare delle risposte importanti in tutta una serie di situazioni». 
Molte associazioni di settore  e un parterre nutrito e qualificato tra cui i dottori Fabio Gugliucci e Sandro Izzo di B Academy, Diego Pizzicaroli presidente Asso (associazionismo sindacale), Giuseppe Badia, membro del direttivo dell’Associazione Medica Ebraica Italia e Mohamed Khalili del dipartimento cooperazione internazionale Amsi e Co-mai, Aodi relaziona, pone a dibattito un manifesto sulla sanità comuni e cooperazione internazionale e chiede ai presenti di sottoscriverlo. Il manifesto sotto l’astag Uniti per garantire: sanità ed informazione costruttiva e di qualità; per difendere il diritto alla salute e combattere il razzismo; per valorizzare il dialogo, la conoscenza culturale e l’integrazione nella sanità; per l’aggiornamento professionale e lo sviluppo della telemedicina; per lo scambio ed il gemellaggio sociosanitario e per una vera cooperazione internazionale; per l’innovazione e la semplificazione; per la collaborazione tra ospedali, università e territorio; per una costruttiva collaborazione interprofessionale e per affrontare la disoccupazione; ed infine Uniti per un patto tra pazienti, comuni  istituzioni, ordini e associazioni. Quando alla fine chiede di aderirvi e di sottoscriverlo, lo firmano tutti.  Rivolgiamo al professore Aodi una domanda sulla funzione che potrebbero avere le Case della Salute in generale in questo piano di integrazione e quella di Ladispoli-Cerveteri in particolare, vista la vastità e la complessità del territorio ed egli ci risponde: «Di solito fino a questo momento nei presidi ospedalieri abbiamo tenuto separate le cure degli stranieri dai pazienti Italiani, non certo per mettere in atto una discriminazione ma per offrire un servizio che eliminasse problemi di lingua e quant’altro e quindi per servirli meglio. Devo dire che con la concezione delle case della salute, che forse vanno riviste nelle grandi città come Roma, nelle città con le caratteristiche come Cerveteri, vanno benissimo al caso».

 

(08 Feb 2018 - Ore 10:30)

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