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Nuovo blitz al fosso Vaccina

AMBIENTE. Sopralluogo della Guardia Costiera e dell’Arpa nei pressi dell’isola ecologica per effettuare dei campionamenti. Ieri mattina funzionari della Capitaneria di Porto si sono recati presso gli uffici comunali per acquisire documentazione  L’assessore all’Ambiente Gubetti: «Acea ci prova, ma noi ci stiamo già attrezzando per fare il depuratore a Ceri in proprio» 

di TONI MORETTI

CERVETERI - Dalla Capitaneria di Porto ci comunicano che sotto osservazione è il corso del fosso Vaccina. In questi giorni con l’Arpa si sono prelevati dei campioni per vedere cosa succede in quei piccoli insediamenti artigiani che ci sono nei pressi dell’Isola Ecologica, sulla Settevene Palo. Funzionari della stessa si sono recati ieri mattina presso gli uffici comunali per acquisire documenti che possano fare chiarezza dell’intricata situazione.
E’ chiaro che il fatto che tiene tutti sulla corda in questo ultimo periodo è lo sviluppo che  stanno avendo le vicende legate ai controlli e ai rilievi che la Guardia Costiera e l’Arpa stanno operando sul territorio dove le criticità ambientali hanno superato il livello di guardia. 
Stiamo parlando del depuratore di Campo di Mare, malfunzionante da lungo tempo che ha inquinato con sversamenti di liquami impropri il mare interessando anche la vicina Ladispoli, tanto da incrinare gli ottimi rapporti di collaborazione esistenti da lungo tempo tra i due comuni. 
Parliamo della scoperta di un depuratore fantasma mai esistito a Ceri, il meraviglioso borgo dove si è scoperto che alcune abitazioni sversano i liquami direttamente nel vallone, vicenda che ha definitivamente aperto un contenzioso con relativo palleggio di responsabilità tra il comune e l’Acea Ato2, che sembrerebbe inadempiente per non aver realizzato il depuratore in quella frazione che faceva parte dell’accordo stipulato quando a quella azienda il comune di Cerveteri cedette la gestione della rete idrica. Contenzioso che avrà un accertamento di responsabilità anche a livello giudiziale, in quanto l’accaduto non ha colto insensibile la procura di Civitavecchia che ha aperto un fascicolo. E poi le ultime segnalazioni fatte da alcuni cittadini fruitori dell’isola ecologica che hanno chiesto di accertare che fine facevano le acque reflue di pertinenza dei servizi igienici dello stabile utilizzato come uffici. 
Si parla di un riflettore acceso su una questione ambientale alquanto complicate che vede i militari della guardia costiera frequentatori abituali degli uffici comunali e dei luoghi ritenuti degni di controlli e accertamenti. L’assessora all’ambiente, Elena Gubetti  esordisce che nonostante sia oberata da un lavoro enorme è in fondo contenta che siano venute a galla certe cose e che si sia stati in qualche modo costretti a doverci mettere mano, e ci fa il punto della situazione: «Il depuratore di Campo di Mare – dice -  Da quando per effetto dell’ordinanza sindacale che ha iniziato la procedura per eseguire i lavori in danno dell’Ostilia, proprietaria dell’impianto, e ciò da alcuni giorni, è stato fermato per permettere di svuotarlo dai fanghi e dai liquami presenti per permettere alla ditta che eseguirà i lavori di smontare tutte le pompe e stabilire quante di queste possono essere revisionate e riparate e quante ne andranno sostituite. Nel caso di sostituzione di tutte le pompe, la spesa potrebbe superare i 150mila euro. La procedura amministrativa per la richiesta del credito in danno è stata comunque già attivata. Per quanto riguarda la questione di Ceri c’è uno scambio di documenti serrato tra l’ente e l’Acea che in verità ci prova a non mantenere l’impegno, ma l’amministrazione è determinata ad andare avanti anche in proprio». E l’isola ecologica insistiamo? «Per quanto riguarda l’isola ecologica, le acque vanno a finire in un pozzetto dal quale poi vengono scaricate in fogna poiché è noto che nella vicina via Settevene Palo, passa la rete fognaria». 
Altri scarichi diretti nel fosso? E’ vero, erano controlli che andavano fatti prima, perché è chiaro che chi in qualche modo ha frequentato la politica non poteva non sapere delle abitudini scorrette e del modo di fare di una certa classe imprenditoriale nei confronti della quale si sono spesso chiusi gli occhi. Onestà intellettuale vuole si dia atto però che questa amministrazione lo ha fatto.

 

(14 Feb 2018 - Ore 10:30)

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