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Del Basso De Caro: "La trasversale si farà"

Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti lo ha confermato ieri nel corso del convegno organizzato dal parlamentare del Pd Marietta Tidei. L'opera fondamentale è strategica per il Paese VIDEO1 VIDEO2

CIVITAVECCHIA - "La trasversale si farà". Parola del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro, intervenuto ieri nel corso del convegno "La Civitavecchia Orte e lo sviluppo delle infrastrutture del territorio" organizzato dalla parlamentare del Pd Marietta Tidei. Un convegno molto partecipato, al quale erano presenti cittadini, rappresentanti politici, istituzioni e tante imprese, a conferma della grande attenzione che c’è attorno al completamento dell’opera, in grado davvero di far uscire il territorio da un pericoloso isolamento.

"La superstrada è un'opera strategica – ha ribadito il sottosegretario - inserita nella rete Ten-T Comprehensive e Civitavecchia è uno snodo essenziale, si trova al centro di un vastissimo programma di sviluppo intermodale che va ben oltre le mura della città ed il suo territorio: ma fa e farà di Civitavecchia stessa un punto di riferimento importantissimo, innanzitutto a livello economico”. Certo, rimane il problema del percorso, sottolineato nel suo intervento anche dal sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, il quale ha suggerito la possibilità di riprendere il progetto viola esistente, andando a progettare tre stralci funzionali. “Finché il progetto non è esecutivo – ha aggiunto Del Basso De Caro – qualche variante è consentita: la possibilità di qualche lieve modifica c’è”. Ma non bisogna perdere tempo, soprattutto perché si parla di un’infrastruttura già finanziata. Il Sottosegretario ha infatti ripercorso quelli che sono stati gli impegni del Governo, indicando le tappe.  Il tratto A, quello da Cinelli a Monte Romano, è in fase di realizzazione con i lavori che dovrebbe ro essere completati entro agosto 2018. Il tratto B, quello da Monte Romano Est all’Aurelia, i 18 km finanziati con 472 milioni (270 milioni di Anas e 200 del Fondo per lo sviluppo e la coesione dell’Unione Europea) “andrà in appalto anche perché la cassa decorre a partire da gennaio 2018. La progettazione – ha aggiunto il Sottosegretario – è finanziato per 2 milioni, al 50% tra Autorità Portuale e Ue”. Insomma, non si può perdere tempo. Lo ha evidenziato anche il presidente di Molo Vespucci Francesco Maria di Majo evidenziando l’interesse che da sempre l’Authority ha mostrato per quest’opera. “Spero non si perda questa occasione – ha commentato – anche perché è fondamentale creare tutte le infrastrutture necessarie per rendere Civitavecchia fruibile e collegata su tutti i versanti”.   

È stato quindi l’assessore regionale ai Trasporti Fabio Refrigeri a sottolineare l'importanza di un'opera fondamentale per lo sviluppo del porto, dichiarandosi confortato dei pareri positivi sul progetto definitivo espressi sia dal Ministero che dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. “Da qui a breve – ha aggiunto l’onorevole Marietta Tidei – mi auguro che l’iter venga sbloccato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Finalmente vedremo il completamento di quest’opera, perché non si può più aspettare. La grande partecipazione conferma come il tema sia molto sentito: e questa può e deve essere l’occasione per riaprire una discussione sullo sviluppo dell’intero territorio”.  

Perché la parola d’ordine, come ha chiarito il presidente della Cna di Civitavecchia Alessio Gismondi, è immediatezza. “Abbiamo bisogno di questo collegamento diretto con l’Europa: oggi il porto di Civitavecchia è uno dei principali hub commerciali del Mediterraneo – ha aggiunto - e il più importante scalo crocieristico del Paese, ma i mezzi che dal porto devono raggiungere l’A1 ad Orte sono costretti a compiere una gimkana tra stradine con scarsa segnalazione, attraversamento di paesi con limiti a 30 chilometri orari e strettoie a senso unico. Un collegamento facile e diretto permetterebbe di valorizzare un’area che possiede tutte le qualità per diventare un punto di interesse turistico. I prodotti alimentari della Tuscia sarebbero un volano unico, insieme ai siti storici e artistici, per intercettare quei turisti che cercano un’alternativa a Roma. E questo – ha concluso Gismondi - permetterebbe di avere una prospettiva ottimista anche per quelle imprese di settore ancora in grande difficoltà a causa della perdurante crisi”. 

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(26 May 2017 - Ore 11:41)

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