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"Chef express, iniziata l’agonia"

Fiumicino. L’Unione Sindacale di Base al fianco dei dipendenti della società di ristorazione. Ciolella: "Inaccettabile che nel più grande aeroporto Italiano si continui a licenziare. L’emorragia occupazionale dal 2008 ha investito come uno tsunami i lavoratori"

FIUMICINO - L’Unione Sindacale di Base è al fianco dei lavoratori della società di ristorazione Chef Express, a rischio licenziamento per la chiusura di alcuni punti ristoro all’interno dell’aeroporto di Fiumicino. “E’ inaccettabile che si continui a licenziare  nel più grande aeroporto Italiano, che vede un costante aumento di traffico passeggeri”, dichiara Susi Ciolella, dell’Esecutivo provinciale confederale USB.
“Nel primo semestre del 2016 il sistema aeroportuale romano ha infatti accolto oltre 22 milioni di passeggeri, con un incremento del 2,8% rispetto ai primi sei mesi del 2015, e in un settore che non è mai andato in crisi di produzione «.
Prosegue Ciolella: «L’emorragia occupazionale che dal 2008 ha investito come uno tsunami migliaia di lavoratori, va di pari passo ad progetto di sviluppo di Fiumicino. Da una parte si procede all’ampliamento delle infrastrutture, con l’apertura dell’avancorpo prevista dal Piano di Sviluppo dell’aeroporto, dall’altra i lavoratori vengono licenziati e sostituiti con altri lavoratori, questi ultimi assunti con le nuove regole e con le nuove forme di ‘non contratti’ che li rendono ricattabili”. «Le attività di ristorazione hanno una funzione importante dentro un aeroporto – evidenzia la sindacalista -  sia come cartina tornasole del servizio all’utenza, sia perché utilizzati come punti ristoro per le migliaia di dipendenti che lavorano all’interno del sedime aeroportuale. Anche per questo motivo i lavoratori dovrebbero avere una salvaguardia occupazionale a prescindere dalla società che li gestisce». Osserva l’esponente USB:  “In tutto questo la responsabilità maggiore è di Aeroporti di Roma, che nei piani di ristrutturazione non prevede la tutela occupazionale, ma anche di Enac, che ha un ruolo di controllore, e del Ministero dei Trasporti, che non si è mai speso per un piano di regole generale del sistema aeroportuale. Anche gli ultimi controlli effettuati qualche settimana fa dalla Guardia di Finanza sul sistema di appalti dentro Fiumicino, evidenziano una falla legata proprio alla mancanza di regole».
«Da anni l’USB si batte per rivendicare un sistema di regole e di controlli in questa filiera produttiva in cui lavorano circa 60.000 addetti. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori di Chef Express  nella battaglia per rivendicare occupazione e diritti”, conclude Ciolella.

(18 Nov 2016 - Ore 20:34)

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