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Ams, rischio di "saccheggio"

Fiumicino. I sindacati: "Urgente un incontro al Mise". Convocato il 13 dicembre alle 15. A sei mesi dall’acquisizione da parte della Iag la produzione è ancora ferma. L’officina, alle condizioni attuali, non è in grado di richiedere la certificazione Enac

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO - L’ex Alitalia Maintenance Systems rischia di fare la fine del sacco vuoto. Soo infatti passati 6 mesi dall’acquiziione che sembrava il punto di rinascita, ma ciò che è accaduto ha più il sapore dello smantellamento pezzo per pezzo di un’azienda difficile da ricostruire. A meno che la Iag, vincitrice della gara, non cami immediatamnte rotta, per dirla con gergo di volo.
Per questo RSA AMS Filt Cgil  Fit Cisl  Uiltrasporti  Ugl Trasporto Aereo hanno preparato un lungo comunicato dove entrano nel merito delle questioni, chiedendo infine una presa di posizione del ministero competente.
«Dopo  la  disavventura  della  PanMed- scrivono - ,  che  doveva  rilevare  AMS  con  un’operazione  avallata  dalla  controllante Alitalia a seguito di un’intesa raggiunta al Ministero dei Trasporti, alla presenza dell’ex  Ministro Lupi e di  Carlo Calenda, all’epoca coordinatore politico dell’associazione Italia Futura e   rilevatasi poi un terribile bluff, pensavamo di aver  vissuto il periodo peggiore della nostra storia  aziendale. 
Invece, ci ritroviamo ancora ad affrontare un’altra storia che rischia di essere più tragica e che ha il  sapore della beffa. 
L’acquisizione da parte della IAG di Miami degli asset della ormai defunta Alitalia Maintenance  Systems nel giugno scorso, ha segnato una svolta importante riaccendendo speranze per il futuro  degli oltre 200 motoristi ed ingegneri specializzati. 
Purtroppo, dal perfezionamento dell’acquisto, seguito dalle varie lungaggini dovute alla burocrazia nostrana e alla lentezza operativa di IAG, sono passati già sei mesi. 
Avevamo segnalato giorni fa alcuni episodi che hanno destato preoccupazione, consistenti in alcune operazioni da e per Miami, ed oggi, purtroppo, dobbiamo segnalarne altre  ribadendo i forti dubbi e  i timori già espressi. 
Dopo  lo  svuotamento  del  magazzino  delle  parti  di  ricambio  della  ex  AMS,  si  è  aggiunto  lo smantellamento di attrezzature e di alcuni macchinari, trasferiti a Miami, ed altri in procinto di fare la stessa fine. Inoltre, si assiste all’invio in missione di alcuni tecnici specializzati per fornire know how alla struttura IAG di Miami. Per carità, nulla di strano, in quanto IAG è ormai padrona degli asset. Comunque, ancora oggi, non si comprendono le strategie e i piani della società statunitense che più volte abbiamo chiesto di conoscere. 
Inutile  dire  che  tali  operazioni  pregiudicano  la  ripartenza  di  questa  importante  attività  e  quindi gettano i lavoratori di AMS nella preoccupazione più profonda, vedendo allontanarsi le soluzioni tanto “sbandierate” anche in sede istituzionale da parte di IAG e dal suo team. 
A nulla sono servite le rassicurazioni istituzionali. Infatti  ci  troviamo  attualmente  a  ragionare  su  un  “rimpallo”  di  responsabilità  tra  la  Curatela,  la società di Miami e la società IAG Center Europe (100% IAG Miami) neo costituita a Roma. 
Le scriventi organizzazioni sindacali - prosegue la nota - dopo aver lungamente espresso dubbi e perplessità e aver comunicato a tempo debito  a  tutte  le  istituzioni  coinvolte  tale  rischio,  si  trovano  oggi  di  fronte  ad  un  dato  di  fatto: l’officina AMS oggi , così com’è, non può essere in condizione di richiedere la certificazione Enac, lasciando così spazio a processi di smantellamento con relativa perdita industriale dell’unica eccellenza motoristica aeronautica del nostro paese. 
Pertanto, si rende necessario velocizzare il già previsto incontro al Mise con i soggetti coinvolti per  capire se esiste la disponibilità per un giusto piano di investimenti, finalizzato all’attuazione di un piano industriale solido, requisiti basici ed indispensabili per il riavvio delle attività motoristiche e propedeutico  alla  salvaguardia  di  tutti  i  livelli  occupazionali  della  ex  AMS,  ormai  prossimi  alla scadenza degli ammortizzatori sociali.

(06 Dic 2016 - Ore 20:23)

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